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Santuario della Grottella

La culla francescana dove fra Giuseppe volò tra gli ulivi salentini

La Storia e il Prodigioso Ritrovamento

La storia del Santuario della Grottella affonda le sue radici nell'anno 1543(secondo alcuni tra il 1545 e il 1550, secondo altri verso il 1543), quando fu rinvenuta in modo miracoloso l'antica immagine della «Madonna col Bambino» che oggi domina l'abside della chiesa. Il nome "Grottella" deriva proprio dal fatto che questo dipinto sacro fu ritrovato all'interno di una piccola grotta sotterranea scavata nella roccia tufacea.

La leggenda narra che un pastorello del luogo, mentre cercava disperatamente un vitello smarrito tra i campi copertinesi, scorto un piccolo foro nel terreno e spinto dalla curiosità, si affacciò e scoprì una grotta sotterranea. Lì, davanti a un dipinto raffigurante la Vergine Maria davanti alla quale pendevano due lumi, giaceva in ginocchio il vitello smarrito.

Il fanciullo corse ad avvisare il clero locale, che battezzò l'immagine "Madonna della Grottella" ed eresse sul posto una prima cappella. Visto l'incessante afflusso di fedeli, nel 1579 il Vescovo di Nardò, mons. Bovio, dispose la costruzione di una Chiesa e l’immagine della Vergine fu incastonata nella parete centrale della Cappella. Congiuntamente il Vescovo fece costruire una residenza estiva per sè e per i suoi successori e solo più tardi, nel 1618, iniziarono i lavori per la costruzione del Convento annesso al Santuario.

Dal 1884, anno dell’alienazione del complesso santuario-convento, il complesso cadde in grave degrado e fu persino venduto a privati (Antonio Quarta). Solo nel 1949, grazie all'intervento di padre Egidio Merola, i frati acquistarono nuovamente all'asta il complesso. Nonostante la legalità dell’acquisto, solo nel 1954 i frati poterono rimettere piede nel convento in quanto non riuscivano a superare le ultime resistenze opposte dagli eredi Quarta.

Ingresso esterno e portale del santuario

Ingresso esterno e portale del santuario

Architettura dell'Anima: Esterno e Interno

L'esterno della chiesa si presenta sobrio ed elegante, caratterizzato da un ampio rosone centrale sulla facciata principale. Il campanile che vediamo oggi è stato completamente ricostruito nel 1964. Per accedere all'aula liturgica del santuario, i fedeli devono scendere alcuni gradini, simbolo di una discesa spirituale ed umile verso la grotta originaria.

L'interno è costituito da un'unica suggestiva navata. Lungo le pareti laterali si aprono otto arcate (quattro per lato) all'interno delle quali, nel corso dei secoli, sono stati inseriti altari barocchi e tele preziose. La navata termina con un arco trionfale che inquadra l'abside e l'altare della Vergine.

Tra le meraviglie artistiche spicca l'altare del Calvario (il primo a destra), che nel 1972 ha rivelato, sotto una tela settecentesca sovrapposta, una nicchia affrescata con scene della passione di Gesù dipinte tra il 1635 e il 1639 da Girolamo De Domenico. Il secondo altare a destra, di squisito stile barocco in pietra leccese, ospita la statua di San Giuseppe Patriarca scolpita da Giuseppe Longo nel 1691.

L'altare maggiore con l'icona mariana

L'altare maggiore con l'icona mariana

Il Chiostro e i Locali Storici

Attraverso una piccola porta laterale in chiesa si accede alla sacrestia, sulle cui pareti sono dipinte alcune massime spirituali del Santo che celano affreschi ancor più antichi. Una scaletta a destra conduce al primo piano e al Salone del Vescovo, edificato nel 1579 e sapientemente restaurato nel 1981.

Il fulcro della vita comunitaria è il Chiostro della Samaritana, caratterizzato da due pregevoli affreschi raffiguranti La Samaritana e Il Battesimo di Gesù. Il convento subì importanti ampliamenti alla fine del XVII secolo con l'aggiunta dei corridoi del chiostro e del grande "Refettorio dei Pellegrini" voluto per accogliere la massa crescente di fedeli che visitavano Copertino.

 La Cappella di Santa Barbara

La Cappella di Santa Barbara